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Autore Messaggio
Gianfranco



Registrato: 02/11/07 11:12
Messaggi: 2938
Località: Milano

MessaggioInviato: Sab Ott 09, 2010 7:48 am    Oggetto: Nuovi Komunisti... Rispondi citando

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/10/09/news/marcegaglia_guerra-7878856/

Certo che Silvio e' l'unico che sa creare nuovi 'comunisti'... ormai li ha tutti contro... magistrati, industriali, giornalisti, artisti... perfino parte del mondo cattolico.

Per fortuna gli restano ancora le casalinghe di Voghera... Very Happy

In realta' penso che Feltri sia stipendiato dalla sinistra. Non si spiega in altro modo la smania autodistruttiva dell'essere. L'alternativa e' che sia semplicemente demente... non c'e' UNA azione condotta dal Giornale che si sia rivelata vantaggiosa politicamente per Berlusconi. Non capisco cosa aspetta a cacciarlo... probabilmente teme i 'dossier' che ha nel cassetto Feltri su di lui... cassetto... ARMADIO a 6 ante! Very Happy

Devo uscire a comprare altre patatine...

Ciao
Gianfranco
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Carlo



Registrato: 08/12/07 12:28
Messaggi: 2947
Località: Colline dell'Isle Of Man piemontese

MessaggioInviato: Sab Ott 09, 2010 8:46 am    Oggetto: Rispondi citando

Vedi Gianfranco, spera che il Berlusca si rimetta e che Grillo non vada al governo perchè fino a prova contraria, sviluppo e decrescita sono termini in antitesi e i tuoi "kompagni a 5 stelle" sono talmente entusiasti dall'idea della decrescita come soluzione miracolistica che non si rendono conto che spesso viene spacciato per "decrescita" quello che è semplicemente il risultato dell'ottimizzazione e dell'evoluzione tecnologica.

Tra l'evitare gli sprechi e la decrescita c'è la stessa differenza che passa fra adottare una intelligente dieta mediterranea e il saltare i pasti. Ambedue si utilizzano come alternativa a un condannabile strafogarsi e ingozzarsi di calorie, ma i risultati sono evidentemente alquanto diversi.

La decrescita, come teorizzata da Pallante e dal francese che l'ha inventata (il cui nome ora non ricordo) è semplicemente una forma di rinuncia, gratificata da un meccanismo di autoconvinzione che porta a considerare in qualche modo "vantaggiosa" la rinuncia.
Alla fine si discosta poco dai digiuni e sacrifici delle religioni, là il premio è spirituale, qui è morale, ma la sostanza cambia poco.
Così come cambia poco l'impatto che tali dottrine possono avere sulla realtà, trattandosi di chicche riservate a una sparuta elite illuminata (più o meno).

Nel caso della "decrescita felice" poi il problema fondamentale (del tutto ignorato dai suoi propugnatori) è l'aspetto economico. Se per assurdo mezza Italia (i grillinisgrillettati e i disfattisti veterecomunisti) dovessero convertirsi a questa sciagurata scemenza assisteremmo al crollo immediato anzitutto proprio della macchina statale, con evaporazione dei servizi non più finanziabili, corsa all'accaparramento, disordini cittadini (a meno che non si riesca a spiegarmi come fa un caseggiato suburbano di 20 piani con centinaia di famiglie povere a "autoprodursi" pane e yogurt). Anche perchè, come evidentemente sfugge a qualcuno, autoprodursi lo yogurt in casa è del tutto vano se poi il latte per "l'autoproduzione" me lo vado ad accattare al Conad, no? Very Happy E la mucca in garage ce la vedo male!

Ben diverso è il concetto di eliminazione degli sprechi, ovvio. E anche il concetto di "autolimitazione" nel consumo di risorse. Il concetto di "fine dello sviluppo infinito" a mio parere consiste proprio nell'imparare a consumare SOLO quello che ci viene fornito in forma rinnovabile. Quindi Fonti energetiche rinnovabili, riciclo, evoluzione tecnologica senza costi naturali.
Esempio: La decrescita felice condanna il cambiarsi le scarpe ogni anno per seguire la moda (almeno a quanto dice Pallante!) Si spreca, si consuma, si riempiono le discariche, si alimenta il PIL e questo è male! Molto meglio tenersi le scarpe a brandelli e sentirsi felici pensando alla faccia del ministro delle finanze nel vedere il PIL che si abbassa! Delle conseguenze del calo delle entrate fiscali chissenefrega!

La mia soluzione ,se voglio cambiare le scarpe ogni anno e mantenere il PIL alto senza impronta ecologica esagerata è arrivare ad alimentare la fabbrica di scarpe con energia rinnovabile, riciclare tutto il possibile delle vecchie scarpe, scegliere tecnologie di produzione che non provochino scorie e inquinamento, mantenendo la faccia di Tremonti bella allegra come è ora (beh! ... Wink )

Insomma, se non la crescita perlomeno una "stagnazione" felice si può immaginare, però sempre mantenendo il cervello in funzione, anche se pure questo alla fine consuma prezioso glucosio invero! Wink

Nota bene che quello che leggi l'ho scritto (ovviamente senza ricevere risposte visto che è un medico) al consigliere "sgrillettato" eletto in Regione Piemonte...
_________________
Ciao Carlo
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